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L'anno che verrà: pianificazione e consulenza strategica per affrontare il 2026 in modo consapevole

  • Marzia Nonne
  • 15 dic 2025
  • Tempo di lettura: 4 min



La fine dell'anno, si sa, è spesso un momento di "bilanci": si pensa ai risultati raggiunti, agli obiettivi mancati, alle scelte fatte e a quelle rimandate. È una fase in cui l’imprenditore tende a guardarsi indietro, più che avanti. Eppure, proprio questo è il momento più adatto per cambiare prospettiva e iniziare a interrogarsi non solo su come si è arrivati fin qui, ma soprattutto su dove si sta andando.

Il 2026 non rappresenta semplicemente un nuovo esercizio contabile, ma un passaggio che richiede maggiore consapevolezza, pianificazione e capacità decisionale. Affrontarlo nel modo giusto significa superare la logica dell’urgenza e dell’improvvisazione, per adottare un approccio strutturato fondato sui numeri, sul controllo e su una consulenza strategica continua. È in questa fase che la pianificazione diventa uno strumento concreto di governo dell’impresa, capace di trasformare l’analisi del passato in scelte consapevoli per il futuro. Dopo una lunga fase caratterizzata da incertezza normativa, pressioni finanziarie e cambiamenti continui, imprese e professionisti si trovano oggi di fronte a una scelta cruciale: continuare a procedere a vista oppure iniziare a governare in modo strutturato la propria attività.

In questo contesto, la pianificazione non rappresenta un esercizio teorico riservato alle grandi realtà, ma uno strumento concreto di tutela e di crescita. Affiancare a essa una consulenza strategica continuativa significa trasformare i numeri in decisioni, anticipare i rischi e costruire basi solide per affrontare il 2026 in modo realmente consapevole.

In questo scenario il ruolo del commercialista non può più limitarsi solo alla corretta tenuta degli adempimenti, ma deve evolvere in una funzione di guida strategica, capace di affiancare l’imprenditore nelle scelte cruciali che determineranno la sostenibilità dell’attività nel medio-lungo periodo.


Governare l’impresa nel 2026: dal fare al controllare i numeri

Uno degli errori più diffusi nel tessuto imprenditoriale italiano è la gestione reattiva dell’azienda: si interviene quando il problema è già evidente, spesso quando i margini di manovra sono ridotti. Il 2026 impone invece un cambio di mentalità: non basta più saper lavorare bene, occorre saper governare i numeri.

Ciò significa leggere con continuità i dati economici, finanziari e patrimoniali, comprendere la reale redditività delle singole attività, monitorare la capacità di generare cassa e valutare per tempo eventuali squilibri. La normativa sulla crisi d’impresa va esattamente in questa direzione, imponendo all’imprenditore un dovere di assetto organizzativo adeguato e di controllo costante.


Pianificazione finanziaria e fiscale

Nel 2026 la liquidità continuerà a rappresentare un fattore critico. L’accesso al credito è sempre più selettivo, il sistema bancario richiede informazioni strutturate e prospettiche, e il semplice storico dei bilanci non è più sufficiente.

Diventa quindi essenziale dotarsi di strumenti di pianificazione finanziaria: budget, rendiconti previsionali, piani dei flussi di cassa. Non si tratta di esercizi teorici, ma di strumenti pratici che consentono di rispondere a domande fondamentali: l’azienda sarà in grado di sostenere gli impegni finanziari nei prossimi 12 mesi? Gli investimenti programmati sono compatibili con la struttura finanziaria? Eventuali tensioni di liquidità sono temporanee o strutturali?

La pressione fiscale resta elevata e la stratificazione normativa rende il sistema complesso e spesso poco leggibile. Tuttavia, affrontare il 2026 senza una vera pianificazione fiscale significa esporsi inutilmente a rischi e inefficienze.

Una gestione consapevole della fiscalità passa attraverso la scelta della forma giuridica più adeguata, la corretta remunerazione dell’imprenditore, l’utilizzo coerente delle agevolazioni disponibili e una programmazione dei carichi tributari nel tempo. L’obiettivo non è “pagare meno a tutti i costi”, ma pagare il giusto, nel rispetto delle regole, evitando sorprese e tensioni finanziarie.


Investimenti, innovazione e sostenibilità economico-finanziaria

Molte imprese dovranno fare i conti con scelte strategiche rinviate troppo a lungo: rinnovamento degli impianti, digitalizzazione dei processi, formazione del personale, passaggio generazionale.

Ogni investimento, però, deve essere valutato non solo in termini di opportunità, ma anche di sostenibilità economica e finanziaria. Incentivi e contributi possono anche nel 2026 rappresentare un supporto importante. Una corretta valutazione preventiva e un’adeguata pianificazione economico-finanziaria consentono di utilizzare gli strumenti agevolativi come leva di crescita e non come fattore di rischio. In questo senso, il ruolo della consulenza diventa determinante, sia nella fase di accesso alle misure sia in quelle successive.


Consulenza continuativa del commercialista: un vantaggio competitivo

Affrontare il 2026 in modo consapevole significa anche superare il rapporto episodico con il proprio consulente. La complessità attuale richiede un confronto costante, basato su dati aggiornati e su una visione complessiva dell’impresa.

Il commercialista diventa così un partner dell’imprenditore, non solo un esecutore di adempimenti. Un confronto periodico consente di anticipare i problemi, cogliere opportunità e prendere decisioni informate, riducendo il margine di improvvisazione.


Per concludere...

L'anno che verrà, dunque, non va temuto ma affrontato con fiducia; prepararsi oggi significa costruire le basi per un domani più solido e sostenibile. Significa non subire il contesto odierno ma leggerlo, interpretarlo e adattarlo a proprio vantaggio. Significa trasformare i dati in strumenti decisionali, anticipare le criticità e orientare le scelte strategiche prima che diventino necessità imposte.

Affrontare il 2026 richiede pianificazione, controllo e un confronto costante con il proprio commercialista di fiducia; questa stretta collaborazione potrà fare la differenza

tra subire il cambiamento o trasformarlo in un’opportunità di crescita.

 
 
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